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Liste d’attesa al Papardo, 18 mesi per esame oncologico

La diagnosi non può aspettare, ma le agende della sanità pubblica sembrano non avere posto prima del 2028. È quanto sarebbe accaduto a una paziente oncologica seguita dall’ospedale Papardo, alla quale sarebbe stato fissato a maggio 2028 un esame che lo specialista aveva indicato come necessario entro tre-quattro mesi. È il caso segnalato dal deputato regionale Matteo Sciotto, che accende i riflettori su una situazione che rischia di compromettere la continuità delle cure e la tutela dei pazienti. Il parlamentare di Sud chiama Nord ha presentato un’interrogazione al Governo regionale per chiedere un intervento immediato. La vicenda riguarda una paziente che, dopo gli accertamenti effettuati il 12 ottobre, aveva ricevuto il 26 ottobre l’indicazione specialistica di ripetere gli esami entro tre-quattro mesi, con rivalutazione oncologica fissata al 5 febbraio 2027. Ma la prima disponibilità comunicata dal Centro unico di prenotazione sarebbe arrivata soltanto a maggio 2028. Sciotto chiede una verifica ispettiva, l’accertamento di eventuali responsabilità e un piano concreto per riportare le prestazioni entro i tempi clinicamente necessari. Nel mirino anche la gestione delle agende e la mancata garanzia di percorsi prioritari per i pazienti oncologici. L’allarme riguarda anche l’intera fascia tirrenica. A Barcellona Pozzo di Gotto, secondo dati sindacali del 2025, si attendono fino a 232 giorni per un elettromiogramma e circa 450 per un’ecografia.

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