Protesta tir, revocato il fermo si spacca il fronte
La protesta degli autotrasportatori si divide. Il Comitato trasportatori siciliani revoca il fermo dopo il confronto con il Ministero, ma a Messina e Catania diversi camionisti proseguono la mobilitazione contro il caro carburante. Il risultato è una Sicilia spaccata, tra chi vuole tornare al lavoro e chi chiede garanzie concrete prima di fermare la protesta. Il Comitato trasporti siciliani ha deciso di sospendere il blocco dopo le aperture del governo su crediti d’imposta, ristori e contributi per il trasporto marittimo. Sul tavolo, lo sblocco dei fondi arretrati per circa 430 milioni di euro sul gasolio e nuove risorse per sostenere le imprese. Il viceministro Edoardo Rixi ha assicurato che il governo lavorerà anche a una soluzione per distribuire gli aumenti dei carburanti lungo tutta la filiera. Ma gli impegni dovranno tradursi in provvedimenti operativi. Per questo il Comitato mantiene lo stato di agitazione e annuncia verifiche sulle tempistiche promesse. Intanto, il casello autostradale di Tremestieri resta presidiato dai tir. Alcuni autotrasportatori, insoddisfatti dell’esito dell’incontro, intendono proseguire almeno fino al 27 ottobre, data del prossimo confronto con il ministro Matteo Salvini. Presidi anche a San Gregorio, nel Catanese, e al porto di Palermo. Il Comitato denuncia inoltre minacce e intimidazioni ai danni di chi vorrebbe riprendere il servizio e chiede l’intervento delle forze dell’ordine.
