Discariche abusive, caccia agli zozzoni arrivano 1200 telecamere
Nella città dello Stretto la lotta alle discariche abusive passa dalla tecnologia, dai controlli e dalla repressione. Nelle prossime settimane saranno collaudate 1.200 telecamere fisse, mentre la Messina Servizi fornirà altre 70 fototrappole. L’obiettivo è individuare chi abbandona illegalmente i rifiuti e fermare un fenomeno che continua a rovinare strade e marciapiedi. Eppure il capoluogo peloritano registrerebbe un risultato importante con il 60 per cento di raccolta differenziata, tra i livelli più alti delle città metropolitane. Un dato che però stride con le immagini delle discariche a cielo aperto, ancora presenti in diverse zone della città. In Terza commissione consiliare, l’assessora al Decoro Liana Cannata ha annunciato l’imminente attivazione delle nuove telecamere e di una piattaforma per ricevere segnalazioni in tempo reale. La strategia punta anche a trasformare le aree degradate in spazi decorosi, favorendo il recupero e il riciclo dei materiali abbandonati. I numeri raccontano la dimensione del problema. Nell’ultimo mese sono scattate trenta denunce penali. Nel mirino anche gli svuotacantine abusivi e chi evade la Tari. Secondo il direttore generale di Messina Servizi, Salvo Puccio, il 30% dei contribuenti risulta ancora sconosciuto al fisco comunale. Diciotto le unità della Squadra Ambientale della polizia locale, non tutte impegnate in strada. Da Giostra a via Seminario Estivo, passando per via Oreto e via Sivirga, le bonifiche non bastano. La tecnologia può aiutare, ma sicuramente non risolve tutto. Senza il rispetto delle regole le discariche rischiano di rinascere all’indomani della bonifica.
