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Processo corruzione Amata, la regione non si costituirà

Davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo, dove si sta svolgendo il processo a carico dell’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, la Regione Siciliana non si è costituita parte civile. Nessun rappresentante dell’amministrazione è comparso in aula. L’esponente di Fratelli d’Italia è l’unica imputata in questo procedimento. Al centro dell’inchiesta c’è un presunto patto corruttivo legato a un finanziamento di 30 mila euro per la manifestazione “Donne, economia e potere”, organizzata dalla Fondazione Bellisario. In cambio, secondo l’accusa, l’assessore avrebbe chiesto un lavoro e un alloggio per un proprio nipote. Un procedimento parallelo, celebrato con il rito abbreviato, ha già portato alla condanna a due anni e sei mesi per la coimputata Marcella Cannariato. Il collegio presieduto da Fabrizio La Cascia ha rinviato l’udienza al prossimo 13 gennaio. La mancata costituzione della Regione ha scatenato un vero e proprio terremoto politico. Per Pietro Bartolo, candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra, si tratta dell’ennesima ombra sulla gestione di Renato Schifani, accusato di essere venuto meno agli impegni presi. Sulla stessa linea il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, che affonda il colpo facendo notare che l’assessore resta seduta in giunta. Per rispondere alle polemiche e fare chiarezza, Palazzo d’Orléans con una nota stampa ha replicato auspicando che l’assessore Amata possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, chiarendo tuttavia che la Regione Siciliana avvierà immediatamente un’azione in sede civile per ottenere il risarcimento del danno soltanto in caso di condanna definitiva.

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