Morte Rebecca Galli, Procura approfondisce
Tre veicoli coinvolti, nessuna telecamera utile e, al momento, nessun testimone oculare. Sono ancora molti i punti da chiarire sulla morte di Rebecca Galli, la diciassettenne scomparsa lo scorso 25 settembre in via Maregrosso. La Procura lavora per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro e accertare le eventuali responsabilità. Al momento, l’unico indagato per omicidio stradale è il sedicenne alla guida del ciclomotore sul quale viaggiava Rebecca. Il mezzo si è scontrato frontalmente con una Volkswagen Taigo che procedeva in direzione opposta. Ma la dinamica potrebbe essere più complessa. Sul posto c’erano anche un’altra automobile, che il ragazzo avrebbe sorpassato poco prima dell’impatto e una vettura parcheggiata sulla destra, contro la quale la giovane sarebbe stata sbalzata dopo lo scontro. Per chiarire la sequenza degli eventi, la sostituta procuratrice Annalisa Arena ha affidato una consulenza tecnica all’esperto di infortunistica stradale Enrico Della Rovere. Anche la famiglia di Rebecca, assistita dall’avvocato Antonio Langher, ha nominato un proprio consulente, Francesco Denaro. Il sedicenne indagato, difeso dall’avvocato Salvatore Silvestro, si affida invece all’ingegnere Andreas Pirri. Un accertamento particolarmente delicato, anche perché nella zona non risultano telecamere di videosorveglianza e, al momento, non sarebbero emersi testimoni oculari. Oggi, in Procura, sarà inoltre nominato un esperto per estrarre e analizzare i dati del cellulare del sedicenne, già sequestrato dalla polizia municipale per verificare se il telefono fosse in uso al momento dell’incidente.
