L’onda lunga del Ciclone Harry, fondi bloccati e imprese in ginocchio
A ben otto mesi dal passaggio del devastante ciclone Harry, che ha flagellato il litorale jonico causando ingenti danni a Messina e provincia, la ricostruzione resta impantanata nei meandri della burocrazia. In gioco ci sono circa 20 milioni di euro per progetti urgenti contro l’erosione costiera, fondamentali per proteggere le aree più vulnerabili, da Acqualadrone fino a Taormina. L’imminente arrivo dell’autunno riaccende la paura di nuove mareggiate. Per fare il punto della situazione, l’assessore alle Politiche del Mare, Francesco Caminiti, ha incontrato il consiglio del primo Quartiere e i residenti locali. Nonostante le rassicurazioni su un cronoprogramma di interventi per i prossimi mesi, la corsa contro il tempo sconta inevitabili e preoccupanti ritardi. Sul fronte economico la tensione è altrettanto alta. La Regione si difende scaricando la responsabilità dei mancati aiuti sui Comuni, accusati di non aver inviato tempestivamente gli elenchi delle attività danneggiate. Nel frattempo, molti imprenditori denunciano l’impossibilità di accedere perfino alla sospensione fiscale e contributiva promessa. Tra competenze contese, scadenze imminenti e un’amministrazione paralizzata, chi tenta faticosamente di riaprire si trova oggi costretto a finanziare di tasca propria anche il prezzo dell’inefficienza burocratica.
