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Invalidità e accompagnamento revocata, disabile restituirà 27mila euro

Ventisettemila euro da restituire all’Inps, nonostante il riconoscimento dell’invalidità civile al 100% e l’indennità di accompagnamento. È la vicenda che riguarda un uomo di Santo Stefano Briga, al centro di una lunga battaglia amministrativa e giudiziaria portata avanti dalla sorella, oggi sua tutrice legale. All’origine della controversia, secondo la famiglia, un errore burocratico che avrebbe determinato la revoca di una prestazione già riconosciuta. Fin dall’infanzia, l’uomo è affetto da una grave patologia cranica, affrontata con due interventi chirurgici. Le conseguenze hanno compromesso profondamente le sue capacità cognitive e comunicative, non ha mai imparato a leggere e scrivere e riesce a comunicare soltanto attraverso un linguaggio comprensibile ai familiari. In seguito è sopraggiunta anche la sordità. Già titolare dell’indennità di accompagnamento, circa sette anni fa viene presentata una domanda di aggravamento sanitario. L’Inps respinge la richiesta, ma un presunto errore nella compilazione della pratica determina anche la revoca dell’accompagnamento. La famiglia non si accorge immediatamente del provvedimento. Successivamente arriva la richiesta di restituzione di oltre 33mila euro, ritenuti indebitamente percepiti. La sorella avvia una lunga battaglia. L’indennità viene ripristinata, ma resta il debito, sceso a circa 27mila euro. Ora il timore riguarda anche l’eredità dei genitori anziani, potenzialmente esposta alle procedure di recupero.

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