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Botte e maltrattamenti a madre e figlio

Si chiude con un’assoluzione piena il processo a carico di un 49enne, imputato per maltrattamenti nei confronti della moglie e dei due figli, all’epoca dei fatti minorenni. Il Tribunale, ha pronunciato la formula “perché il fatto non sussiste”, respingendo totalmente l’impianto accusatorio. La sentenza è arrivata al termine di un procedimento durato oltre quattro anni dal rinvio a giudizio, disposto nel maggio del 2022. La pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero La Speme, aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione. All’uomo venivano contestati episodi di aggressioni fisiche e verbali, denigrazioni nei confronti della moglie, danneggiamenti degli arredi durante scatti d’ira e comportamenti autoritari che, secondo l’accusa, avrebbero provocato nei familiari un costante stato di paura e ansia, fino all’allontanamento dalla casa familiare. Già nella fase cautelare erano emerse criticità sul quadro indiziario e perplessità sulla genuinità delle dichiarazioni della parte offesa. Soddisfazione del legale Cacia, che ha evidenziato come il dibattimento abbia consentito di dimostrare la correttezza della condotta dell’uomo, soprattutto nei rapporti con i figli.

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