Furto al museo, una donna nella banda
Le indagini sul furto delle opere di Antonello da Messina sono proseguite senza soluzione di continuità in questo mese e mezzo. Nel massimo riserbo degli uffici di palazzo Piacentini e in quelli capitolini dei Carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale sono andati avanti gli accertamenti per trovare ogni elemento utile che possa aiutare gli investigatori a trovare che fine abbiano fatto le tre pale d’altare e la tavoletta bifronte rubate dal Museo regionale Accascina il giorno di Ferragosto. Mentre la città e le forze dell’ordine erano impegnate nella processione della Vara, i ladri sono riusciti ad entrare sfruttando un ingresso laterale lasciato senza allarme per consentire la consegna del cibo da un corriere e una volta dentro sono riusciti a staccare dall’alloggiamento le opere della pala di San Gregorio, mentre hanno letteralmente mandato in frantumi la teca che custodiva la tavoletta bifronte. Da quel giorno si rincorrevano voci sulla presenza di una donna tra i ladri entrati in azione. Dall’esame sequenze registrate dalle telecamere interne emergerebbero elementi che confermano la partecipazione attiva di una presenza femminile all’interno del gruppo criminale. Gli investigatori stanno incrociando questi nuovi elementi con le tracce biologiche e materiali repertate dalla Polizia Scientifica nei locali del museo, alla ricerca di riscontri oggettivi, impronte o profili utili a dare un nome e un volto ai responsabili. La sera del furto la polizia di Stato ha recuperato una maglietta nera, verosimilmente indossata dai ladri proprio durante la commissione del furto.
