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Ciclista travolto, l’appello della famiglia

La richiesta è riaprire le indagini. Dopo quattro anni dalla morte di Federico Latteri, la famiglia, rappresentata dai legali Claudio Congedo e Giuseppe Greco, fa un appello alla magistratura inquirente. In sella alla sua bici, nel luglio 2022, il 51enne originario di Acquedolci era stato travolto da un’auto sul lungomare di sant’Agata di Militello, morendo subito dopo l’avvenuto incidente. Un procedimento aperto presso il Tribunale di Ivrea e una serie di accertamenti tecnici, hanno spinto gli avvocati in questa direzione. Il gip di Patti aveva disposto dopo poco tempo l’archiviazione, non avendo riscontrato responsabilità del guidatore dell’auto che è venuta a scontrarsi con il cilista. Il motivo: un improvviso infarto avrebbe fatto perdere il controllo della bici a Latteri, che sarebbe poi deceduto solo dopo lo scontro con l’auto. Tuttavia, gli approfondimenti peritali di natura medico-legale richiesti dai magistrati di Ivrea sembrano ribaltare questa tesi. Il ciclista sarebbe morto per un’embolia polmonare gassosa, dovuta proprio all’impatto, che sarebbe risultato fatale. Dunque, il team legale che supporta la famiglia si aspetta la pronta riapertura del caso, ed ha infatti depositato richiesta formale in tal senso. La signora Miraglia, moglie della vittima, d’altronde, ha sempre sostenuto la convinzione che lo scontro fosse stato determinante, e chiede adesso verità e giustizia per suo marito. 

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