Primo piano

Amministrative in provincia, al voto Milazzo Barcellona e Giardini

Il countdown elettorale è agli sgoccioli. La provincia di Messina si prepara a una tornata amministrativa che ridisegnerà gli equilibri di potere nel Tirreno e nello Jonio. Tre piazze cruciali, tre scenari profondamente divergenti: Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Giardini Naxos. A Palazzo dell’Aquila di Milazzo la sfida è numerica e politica. Il sindaco uscente Giuseppe Midili schiera una corazzata di 7 liste, blindando l’area di centrodestra e civica. Contro di lui, un fronte frammentato guidato da Laura Castelli (4 liste) e il ritorno dell’ex sindaco Lorenzo Italiano (3 liste). A completare il quadro, le candidature di Michele Vacca, Giuseppe Falliti e Carmelo Torre. Con circa 27.500 elettori, la soglia del 40% per la vittoria al primo turno è l’asticella da superare per evitare un ballottaggio che rimescolerebbe le carte di un’amministrazione uscente che ha ricandidato l’80% del Consiglio. Nella città del Longano si gioca una partita a tre. Il centrodestra punta su Nicola Barbera e una coalizione imponente di 9 liste. Il centrosinistra risponde con David Bongiovanni (PD e M5S), mentre Melangela Scolaro (Sud chiama Nord) prova a scardinare il bipolarismo con 5 liste. Al centro del dibattito: casse comunali anemiche, decoro urbano e il rilancio del litorale. Sul fronte jonico, la competizione è una sfida di nervi. Agatino Salvatore Bosco tenta la terza scalata sostenuto da una coalizione trasversale (Centrodestra e PD). Di contro, Salvo Puccio, uomo macchina di Cateno De Luca, applica una strategia sofisticata: tre liste (di cui due “civetta”) per massimizzare il consenso tramite il voto disgiunto. In palio non ci sono solo poltrone, ma la governance di territori strategici per l’economia dell’intera isola. La parola passa ora alle urne.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio