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Voto di scambio e corruzione, arrestato sindaco e due fratelli

Un sistema di favori e preferenze scambiate all’ombra della criminalità organizzata ha travolto il comune di Spadafora. I carabinieri di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del sindaco, Lillo Pistone, e di due fratelli di 75 e 71 anni. Le accuse, formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia Dda guidata dal procuratore Antonio D’Amato, sono gravissime: scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. L’indagine, avviata nell’aprile 2024, si è concentrata sulle elezioni comunali di giugno dello stesso anno. Secondo la Dda, i due fratelli, ritenuti vicini al clan dei “Barcellonesi”, avrebbero garantito un pacchetto di voti a Pistone sfruttando la propria influenza criminale. Una volta eletto, il primo cittadino avrebbe ricambiato il sostegno firmando atti amministrativi ad hoc: assegnazione di parcheggi pubblici per uso privato, sgravi fiscali indebiti sull’IMU, cambi di destinazione d’uso e procedure facilitate per sbloccare immobili sequestrati. L’inchiesta rivela inoltre un secondo filone di corruzione. Sotto indagine vi è un’insegnante di 51 anni, segretaria di seggio, accusata di aver “spiato” il voto di elettori anziani o disabili e di aver modificato schede nulle a favore di Pistone. In cambio del suo aiuto, la donna avrebbe ottenuto un incarico di collaborazione in comune e l’ammissione di un familiare al servizio civile retribuito presso la Pro loco. Le indagini proseguono per fare piena luce sul condizionamento del voto.

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