Violenze fisiche e psicologiche alla compagna
Una lunga scia di maltrattamenti, minacce e aggressioni consumate tra le mura domestiche, spesso davanti ai figli minori della coppia. È questo il quadro ricostruito dalla Prima sezione penale del Tribunale di Messina, che ha condannato un uomo a tre anni di carcere per le violenze commesse ai danni dell’ex convivente. Secondo l’accusa, accolta dai giudici, gli episodi si sarebbero protratti dal 2019 fino al luglio del 2023. La donna, quasi cieca e rimasta senza il sostegno della famiglia dopo la morte dei genitori, sarebbe stata più volte insultata, umiliata e aggredita, anche facendo leva sulla sua condizione di fragilità. Nei capi d’imputazione vengono descritti episodi particolarmente pesanti. In un caso, l’uomo avrebbe schiaffeggiato la compagna mentre stava allattando la figlia neonata, un’altra volta l’avrebbe colpita con un pugno in pieno volto davanti alla figlia. E ancora, durante una discussione davanti all’intera famiglia, avrebbe scagliato contro il muro un piatto e un bicchiere, costringendo poi la donna a raccogliere i cocci. Contestate anche frasi intimidatorie pronunciate dopo la fine della relazione, compreso un inquietante riferimento a una decapitazione. La vicenda si intreccia anche con un’altra storia dai contorni poco chiari. Anni fa, infatti, i genitori della donna morirono in quello che venne ufficialmente classificato come un incidente stradale nelle campagne di Santo Stefano Briga. I loro corpi furono ritrovati all’interno di un’auto precipitata in un dirupo. Un caso archiviato dopo le indagini per il quale adesso, la donna e i suoi legali stanno valutando di chiedere la riapertura delle indagini.
