Violenza sessuale, assolto padre Marino
Si chiude con la piena assoluzione “perché il fatto non sussiste” il processo nei confronti di padre Claudio Marino. Il sacerdote per oltre un anno ha affrontato il procedimento giudiziario con l’accusa di violenze sessuali nei confronti di una migrante tunisina ospite dell’istituto rogazionista Cristo Re, del quale il parroco è stato direttore temporale. I fatti risalgono all’estate del 2022 quando, secondo quanto ricostruito dalla Procura, il sacerdote avrebbe violentato la donna all’epoca dei fatti 37enne. La ragazza che ha subito la violenza era arrivata in Italia, sbarcando sull’isola di Lampedusa, nel settembre del 2020. Nel mese di giugno del 2024 è stata sentita dal Tribunale di Catania, dalla Sezione Immigrazione, e lì in fase di audizione aveva raccontato quanto le era accaduto quando si trovava a Messina nell’estate del 2022. Nel maggio scorso i giudici avevano rimesso in libertà il rogazionista per l’affievolimento delle esigenze cautelari. In quell’occasione, infatti, il teste è stato ascoltato in aula, dopo aver dichiarato – durante le indagini – di aver ricevuto le confidenze della donna. Ad ottobre scorso l’accusa, rappresentata dalla pm Alice Parialò, aveva chiesto nei confronti del presule 4 anni di reclusione con la concessione delle attenuanti generiche. Adesso padre Marino è stato completamente scagionato. I giudici hanno infatti accolto le teorie sostenute dai suoi difensori, gli avvocati Salvatore Silvestro e Delia Urbani.
