Verso le elezioni, ecco lo scenario delle dimissioni
A Palazzo Zanca il clima è sospeso: il nodo non è più il “se”, ma il “quando”. Tutti gli indizi, politici e tecnici, portano verso un’unica direzione: le dimissioni di Federico Basile. Una decisione che, se confermata, aprirebbe la strada al voto anticipato già nella primavera del 2026. Per permettere ai messinesi di tornare alle urne nella prima tornata utile (tra il 14 aprile e il 30 giugno), il calendario è serratissimo. Affinché le elezioni possano tenersi entro il 19 aprile, le dimissioni dovrebbero diventare definitive entro il 19 febbraio. Considerando i 20 giorni previsti dalla legge affinché l’atto sia irrevocabile, Basile dovrebbe depositare la lettera proprio in queste ore, entro il 30 gennaio. Le dimissioni del Sindaco provocherebbero un immediato “effetto domino” sull’assetto amministrativo. Decadenza immediata per assessori, esperti, capo di gabinetto e Direttore Generale. La Regione Siciliana nominerebbe un commissario straordinario per traghettare l’ente fino alle elezioni. Il Consiglio Comunale rimarrebbe in carica per l’ordinaria amministrazione, così come i CdA delle società Partecipate (legati al triennio del bilancio), sebbene questi ultimi possano essere sostituiti dal commissario. Mentre i partiti scaldano i motori della campagna elettorale, la città attende l’ultima “pennellata” di Basile su un quadro politico che appare ormai definito.
