Trasferimento Cardiochirurgia pediatrica, si punta su Roma
Si tenta il tutto per tutto per salvare il centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Dopo l’inserimento del centro d’eccellenza nella rete ospedaliera regionale si cercano adesso soluzioni per garantire continuità ad un servizio considerato strategico per a sanità siciliana. In particolare si attende la definizione conclusiva del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Un passaggio decisivo per consolidare il futuro della struttura che in sedici anni ha rappresentato un baluardo per le famiglie siciliane e calabresi, riducendo drasticamente la mobilità passiva verso il Nord. Il nuovo passo vedrà un’interlocuzione diretta con il Bambin Gesù di Roma. Ci saranno da compiere tutti i passaggi necessari affinché l’équipe medica che opera nel centro possa continuare la propria attività a Taormina. Il centro è stato istituito nel 2010 grazie alla collaborazione con il Bambino Gesù e sotto la sua diretta gestione. L’ospedale romano continuerà a garantire l’operatività del centro anche dopo la scadenza della convenzione e fino a quando non si potrà procedere autonomamente con gli stessi standard d’eccellenza. L’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso ha incontrato ieri pomeriggio a Palermo il direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì e il direttore del Policlinico “Rodolico – San Marco” di Catania Giorgio Giulio Santonocito per affrontare il tema della gestione della cardiochirurgia pediatrica di Taormina. “Il benessere dei piccoli pazienti del Centro e quello delle loro famiglie – spiega l’assessore Caruso in una nota – è la mia priorità e quella del presidente della Regione Schifani ed è per questo che vogliamo garantire loro che la struttura sarà mantenuta così come i livelli di cura e di assistenza a cui sono abituati non verranno mai meno. Nelle ultime ore ci siamo confrontati con il Bambino Gesù di Roma e nei prossimi giorni ci incontreremo perché abbiamo ottenuto la disponibilità dell’azienda romana a garantire l’operatività del centro anche oltre la scadenza della convenzione e fin quando non si potrà procedere autonomamente mantenendo gli standard d’eccellenza finora prestati. Intanto, Asp di Messina e Policlinico di Catania si confronteranno concretamente per definire il quadro della situazione”.
