Primo piano

Tragedia Torre Faro, residenti non ascoltati

È ancora difficile credere a quanto accaduto a Torre Faro. Una comunità sgomenta per la morte di Giulia Scimone che a soli 16 anni ha visto la sua vita e i suoi sogni spezzati in una tarda serata d’estate. Con il passare delle ore si prova a metabolizzare la tragedia, in un misto di silenzio, dolore e rabbia. Rabbia per una morte ingiusta e che, forse, si sarebbe potuta evitare. Perché i residenti da tempo denunciano tutto quello che si è verificato in via Circuito, tra vere e proprie “gare” di moto e mezzi che sfrecciano a velocità importanti fino alle prime ore del mattino; il consumo di bevande alcoliche con tantissime bottiglie lasciate poi sulla strada e l’assenza pressoché totale di controlli. Una situazione che è andata via via peggiorando nel corso degli anni, rappresentando un pericolo per i residenti e per i tanti ragazzi che in queste settimane estive si riuniscono in quella zona. Chi vive a Torre Faro ha il timore che qualcosa di grave prima o poi sarebbe successo. Per questo il disappunto è ancora più grande, perché chi da mesi chiedeva la presenza di pattuglie della Polizia municipale e delle forze dell’ordine non ha ricevuto risposte. Proprio a Torre Faro nei primi giorni di luglio sarebbero stati installati sei attraversamenti pedonali rialzati per cercare di limitare le “gare” nella zona e consentire l’attraversamento sicuro ai pedoni. Il sindaco Federico Basile ha sottolineato che si intensificherà l’azione di controllo e prevenzione di episodi del genere, dall’altra parte però serve maggiore senso di responsabilità individuale. Intanto a Torre Faro si ricorda Giulia, tra fiaccole, silenzio e preghiera per l’ennesima giovane vita spezzata.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio