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Tragedia sui Nebrodi, chi erano le vittime

Il silenzio assordante di San Pier Niceto racconta lo sgomento di un’intera comunità per la perdita di Giuseppe e Davis Pino, i due fratelli di 44 e 26 anni trovati senza vita nei boschi di Montagnareale. Insieme a loro, crivellato di colpi, è stato rinvenuto il corpo dell’ottantaduenne Antonino Gatani, un anziano cacciatore di Librizzi che, stando alle prime indiscrezioni, i due fratelli non avrebbero nemmeno conosciuto. Giuseppe e Davis erano descritti da tutti come grandi lavoratori, seri e riservati. Uniti non solo dal sangue ma anche dalla professione, gestivano insieme una ditta edile. Entrambi erano sposati e padri di famiglia, legati profondamente al movimento dei Testimoni di Geova, una fede che ne rifletteva il profilo discreto ma ben integrato nel tessuto sociale locale. Mentre il paese piange i suoi figli, il “giallo” si sposta nelle aule della caserma di Patti. I Carabinieri hanno ascoltato fino a tarda notte un uomo, abituale compagno di caccia di Gatani. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo potesse trovarsi nel bosco al momento della sparatoria. L’assenza di legami pregressi tra l’anziano e i fratelli Pino rafforza due piste investigative: un tragico incidente di caccia o una lite improvvisa, finita nel sangue e culminata forse con un gesto estremo. Saranno i rilievi balistici e le testimonianze a fare luce su un eccidio che ha strappato due giovani padri alle loro famiglie, lasciando una macchia indelebile tra i boschi dei Nebrodi.

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