Traffico illecito rifiuti, 21 indagati e tre arresti
E’ stato il personale della direzione investigativa antimafia ad eseguire, con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia, la misura cautelare emessa dal Gip di Messina nei confronti di due fratelli, Nicola e Domenico Pellegrino finiti agli arresti domiciliari, e di un imprenditore edile colpito da una misura interdittiva con sospensione dell’attività per un anno. Contestato il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosa. Sequestrati anche un’impresa edile della provincia di Messina e un’autovettura intestata a un familiare di uno degli indagati. Parallelamente, la DIA, con il supporto della Stazione Navale della Guardia di Finanza, ha avviato il sequestro preventivo di tre aree utilizzate come discariche abusive per lo smaltimento illecito di materiali provenienti da demolizioni edilizie. Nell’inchiesta risultano coinvolte complessivamente 21 persone indagate a vario titolo per reati ambientali, tra cui traffico organizzato di rifiuti e gestione non autorizzata. Secondo gli investigatori, i due fratelli avrebbero utilizzato un’impresa intestata fittiziamente a un imprenditore edile come copertura per gestire mezzi, trasporti e attività di movimento terra e smaltimento rifiuti. Le indagini hanno inoltre documentato il loro coinvolgimento in quattro appalti pubblici relativi alla ristrutturazione e messa in sicurezza di edifici tre edifici pubblici tra i quali due scuole e ad opere per la riduzione del rischio idrogeologico in un torrente cittadino. Proprio su questi elementi il Gip ha riconosciuto la sussistenza dell’aggravante mafiosa. L’inchiesta ha fatto emergere anche un articolato sistema di smaltimento illecito di rifiuti speciali derivanti da lavori edili. Attraverso servizi di osservazione, droni e mezzi navali, la DIA avrebbe documentato oltre 50 episodi di trasporto e sversamento abusivo di materiali in diverse aree della città, per un quantitativo superiore ai 200 metri cubi. Tra i siti maggiormente utilizzati figura la foce di un torrente cittadino, dove sarebbero stati scaricati rifiuti anche in periodi vicini alle esondazioni che hanno colpito Messina nei primi mesi del 2025, con conseguenti rischi sul piano idrogeologico. Un altro terreno trasformato, secondo gli inquirenti, in discarica abusiva sarebbe stato utilizzato per smaltire anche rifiuti provenienti dal cimitero monumentale di Messina e dal cimitero di Granatari.
