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Taormina caso cena Palacongressi

Doveva essere una semplice cena con intrattenimento musicale (musica dal vivo e non ballo) finalizzata alla raccolta fondi per il sostegno delle attività di una associazione sportiva dilettantistica, così come traspare dalla richiesta per ottenere la concessione all’utilizzo del Palazzo dei Congressi la notte di Capodanno. Ma qualcosa è andato storto, almeno secondo la denuncia del gruppo “Progetto Ricostruzione Taormina”, che dopo una prima presa di posizione nella quale ha evidenziato come la cena sia poi divenuta una serata danzante con la sala al quarto piano trasformata in una vera e propria discoteca, torna a scendere in campo. “Ciò che è successo al Palazzo dei Congressi nella notte di Capodanno non è un dettaglio. È un metodo.” Il durissimo affondo del gruppo che ribadisce come, nonostante il decreto sindacale vietasse il ballo e limitasse la capienza a 150 persone, “come mostrano video e ricostruzioni — si è ballato e, con gli ingressi dopocena, il tetto è stato verosimilmente superato”. “Non è accettabile. – si legge nella pagina di Progetto Ricostruzione Taormina – Dov’è il rispetto del decreto sindacale?” Un interrogativo che si lega a quello relativo ad un eventuale sbigliettamento dopo cena. “Se si vendono titoli per il dopocena – prosegue il post di denuncia – la coerenza con la finalità dichiarata e la tracciabilità degli incassi diventano questioni concrete, non cavilli. Vogliamo chiarezza. Le regole devono valere per tutti, sempre.” A rispondere l’assessore Jonathan Sferra “Questa parte dell’opposizione – dice – non avendo argomenti solidi, cerca appigli per attaccare l’amministrazione. C’è un regolamento comunale, votato dal consiglio, che è stato regolarmente applicato. Abbiamo seguito quello che è l’iter, anzi siamo ben felici che associazioni sportive e culturali possano utilizzare i nostri palazzi. Li abbiamo sistemati per questo.”

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