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Strage Montagnareale, esclusa legittima difesa per l’unico indagato

Un colpo di fucile sparato pensando di colpire una preda ha innescato la sequela mortale culminata nel triplice omicidio di Montagnareale consumatosi il 28 gennaio scorso. Dagli accertamenti effettuati dai Ris dei carabinieri è emersa quella che appare come la probabile dinamica dei fatti che ha portato agli omicidi dell’82enne Antonio Gatani e dei fratelli Giuseppe e Devis Pino. A sparare sarebbe stato proprio l’anziano che avrebbe centrato e ucciso sul colpo Giuseppe Pino. L’arma di quest’ultimo è l’unica a non aver sparato. Gatani avrebbe inoltre ferito di striscio il fratello che a sua volta con la sua carabina avrebbe colpito l’anziano al torace ammazzandolo. Entrerebbe in gioco solo adesso Agostino Segreto, 45enne unico sopravvissuto e unico indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Patti, guidata dal procuratore facente funzioni Andrea Apollonio. Dalle indagini, dalle perizie balistiche e dalle consulenze medico-legali è emerso che Segreto avrebbe sparato a bruciapelo e da distanza ravvicinata contro Devis, uccidendolo. Sarebbe quindi fuggito. Esclusa quindi l’ipotesi della legittima difesa.

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