Spadafora, favori e voti all’ombra della criminalità
La Prefettura di Messina in applicazione della Legge Severino, ha disposto la sospensione del sindaco Lillo Pistone dalle sue funzioni, in conseguenza dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. A guidare il comune tirrenico sarà il vicesindaco, Carlo Alberto Lamberto. Nessun obbligo di dimissioni, al momento per Pistone, perché vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Sulla questione è intervenuto l’Avvocato Salvatore Silvestro, in qualità di legale del sindaco di Spadafora: “Il mio assistito, dopo avere avuto contezza dei rimproveri allo stesso mossi nell’ordinanza applicativa della misura cautelare, nel manifestare piena fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria, offrirà una corretta ricostruzione dei fatti oggetto di approfondimento investigativo che dimostrerà la loro irrilevanza penale”. Sempre a carico del primo cittadino di Spadafora, nel corso delle indagini portate avanti dai carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina, sarebbe emersa sempre a carico del primo cittadino una ipotesi di «corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio». L’ex sindaco risulta indagato insieme con una insegnante cinquantunenne, non raggiunta da misura cautelare, che, sempre in occasione della tornata elettorale dell’8 e 9 giugno 2024, in qualità di segretaria di una sezione elettorale a Spadafora, avrebbe “spiato” le operazioni di voto esercitate da anziani o persone affette da disabilità, informando immediatamente il candidato alla fascia tricolore Pistone.
