Sequestro Liberty Lines, indagati anche messinesi
La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per oltre 100 milioni di euro nei confronti di Liberty Lines, la nota compagnia di trasporti veloci che collega la Sicilia alle isole minori. Il sequestro riguarda l’intero compendio aziendale e le quote sociali della società armatoriale, accusata di truffa ai danni dello Stato, corruzione e frode nell’esecuzione di un servizio pubblico. Le indagini, condotte dalla Procura di Trapani, coinvolgono 46 indagati, tra cui figure di vertice della società, manager e dirigenti, che sono accusati di aver manipolato i propri bilanci e incassato ingenti contributi pubblici nonostante il mancato rispetto dei contratti di trasporto stipulati con lo Stato. In particolare, la compagnia è accusata di aver omesso di segnalare le avarie sui mezzi, consentendo così il proseguimento delle operazioni e l’incasso di finanziamenti statali. La Procura ipotizza che, attraverso questa prassi, la società abbia continuato a ricevere fondi pubblici dalla Regione Siciliana, mettendo a rischio la sicurezza dei passeggeri. Il provvedimento di sequestro, eseguito con urgenza, non interromperà però il servizio pubblico. La Procura, ha nominato un collegio di amministratori giudiziari per garantire la continuità del servizio Nove indagati sono stati convocati per l’interrogatorio preventivo davanti al gip, mentre il lavoro investigativo prosegue con l’analisi di una vasta documentazione tecnica e contabile, tra cui capitolati d’appalto e bilanci.
