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Sequestro beni Cuzzocrea, ecco le motivazioni

“L’entità del profitto accertato” e “la gravità delle condotte oggetto di contestazione, che hanno certamente palesato una notevole spregiudicatezza dell’indagato” sono tra le motivazioni contenute nelle 700 pagine dell’ordinanza del gip Eugenio Fiorentino con la quale lo scorso mercoledì ha disposto il sequestro di contanti e beni per due milioni e mezzo di euro all’ex rettore dell’Università di Messina Salvatore Cuzzocrea. Due diversi provvedimenti eseguiti dalla Gdf di Messina, uno per il sequestro di 1,6 milioni di euro e l’altro attraverso un decreto d’urgenza per oltre 860mila euro, emesso dalla Procura di Messina, che sta valutando di ricorrere al Tribunale del riesame sul rigetto degli arresti domiciliari, che sono lo sviluppo del cosiddetto ‘caso rimborsi’, che nell’ottobre 2023 portò alle dimissioni di Cuzzocrea da rettore. Un provvedimento che si rende necessario come scrive il gip nelle 700 pagine dell’ordinanza sulla scorta degli accertamenti “operati dalla Guardia di Finanza e compendiati nella nota dell’11 febbraio 2025, in quanto Salvatore Cuzzocrea, evidentemente ben conscio della pendenza del procedimento, non solo in ragione delle notizie apparse sui media, ma anche perché raggiunto dalla notifica dell’avviso della richiesta di proroga delle indagini preliminari – prosegue il gip – ha compiuto operazioni volte a disperdere il patrimonio, di fatto movimentando costantemente e considerevolmente i propri conto corrente, tenuti sempre con scarsa liquidità ragionevolmente proprio al fine di scongiurare gli effetti di una misura ablativa”.

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