Separazione delle carriere
È del 30 ottobre scorso l’approvazione della legge costituzionale sulla riforma della giustizia. Un cambiamento radicale che, dando la facoltà di scelta agli italiani tramite il referendum del prossimo anno, introdurrebbe in caso di vittoria del sì la separazione delle carriere per giudici e pubblici ministeri; che vengono dotati di propri organi di autogoverno e un nuovo sistema disciplinare gestito dall’Alta Corte. Con la separazione delle carriere, giudici e pubblici ministeri avranno percorsi professionali distinti, propri organi di autogoverno e regole specifiche. Fino a quest’anno, entrambi facevano parte di un unico corpo, la magistratura ordinaria, e condividevano lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura. Ora, invece, vengono istituiti due Consigli Superiori: il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante al quale faranno riferimento i giudici e il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. Entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Per uno dei passaggi parlamentari non è stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, la riforma potrà essere sottoposta a referendum confermativo, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Anche a Messina sta andando avanti negli ultimi mesi il dibattito sui pro e i contro della riforma; prima di dare facoltà ai cittadini di scegliere se confermare il nuovo assetto.
