Scurria sfida Basile, mentre il Centrosinistra chiude il cerchio
Il panorama politico messinese entra nel vivo. Il centrodestra rompe gli indugi e punta sull’avvocato Marcello Scurria per sfidare il sindaco uscente Federico Basile. La scelta, seppur presentata come unitaria, è frutto di un complesso braccio di ferro interno: il nome di Scurria, sostenuto da Matilde Siracusano (Forza Italia), ha prevalso su quello del penalista Carlo Autru Ryolo grazie al peso determinante della famiglia Genovese. Nonostante l’apparente compattezza, restano malumori tra Lega e Fratelli d’Italia per una decisione maturata più nelle stanze riservate che nei tavoli collegiali. Sul fronte opposto, il Centrosinistra vive ore decisive. Atteso il summit dei progressisti, allargato al movimento Controcorrente di La Vardera, per completare il puzzle del candidato sindaco e della coalizione. Parallelamente, impazza il “toto-liste” per il Consiglio Comunale: si stima che oltre 700 candidati si contenderanno i 32 scranni di Palazzo Zanca. La competizione si preannuncia frammentata e agguerrita. Sud chiama Nord punta a schierare circa dieci liste, inclusa una composta da assessori e vertici delle partecipate. Il centrodestra ne presenterà almeno sette, tra simboli di partito e civiche come Rinascita Messina di Gaetano Sciacca. Anche il fronte progressista scalda i motori con PD, M5S e formazioni riformiste. In questo scenario di grandi manovre, tra alleanze fragili e ritorni eccellenti, Messina si prepara a una campagna elettorale dove i pesi specifici dei gruppi storici saranno, ancora una volta, l’ago della bilancia.
