Sanita’, scoppia il caso Messina
Non solo le criticità dell’ospedale Barone Romeo di Patti denunciate dall’onorevole Ismaele La Vardera, ma anche il trasferimento di un anestesista per via di un provvedimento disciplinare legato – secondo l’Asp dello Stretto – all’uso abusivo di un distacco sindacale e non – come ha sostenuto l’opposizione in Parlamento – per aver denunciato presunte irregolarità e favori nelle assunzioni all’assessorato alla Sanità. L’ultima seduta della commissione Salute all’Ars è stata caratterizzata anche dalla discussione sulla presunta presentazione di certificati falsi o disconosciuti dai firmatari che sarebbero stati prodotti dal medico per ottenere il distacco dal lavoro. Era stato a fine dicembre, durante le votazioni della Finanziaria, il deputato Ismaele La Vardera a denunciare in aula lo spreco di fondi per l’assunzione all’assessorato alla Sanità dei comandati da ospedali e Asp. sempre l’onorevole di Controcorrente aveva fatto sapere che il medico che gli avrebbe segnalato il caso, era trasferito dal capoluogo a Milazzo. Una denuncia che ha portato non solo a delle polemiche ma anche a delle ispezioni a Messina. Ieri dopo l’audizione del manager dell’Asp Giuseppe Cuccì e dell’assessore Daniela Faraoni si è però scoperto che il procedimento disciplinare contro l’anestesista è stato attivato dall’Asp l’8 novembre, molto prima quindi delle denunce di La Vardera. Ed è frutto di una segnalazione del collegio sindacale dell’Asp.
