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Salvini e Schifani visitano zone colpite dal ciclone

A chiudere il giro dei sopralluoghi nelle are della riviera ionica devastate dal ciclone Harry è stato ieri il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, accompagnato dal presidente della Regione Renato Schifani. Come aveva già fatto la premier Giorgia Meloni ha sorvolato in elicottero i territori più colpiti per poi fermarsi a Furci Siculo. «Dal mio sopralluogo emerge la necessità di fare in fretta, tutti i sindaci, tecnici e gli imprenditori mi chiedono soldi, abbiamo messo 100 milioni di euro per l’urgenza, un taglio alla burocrazia» ha spiegato. «Bisogna rivedere – ha aggiunto – norme vecchie, piani spiagge, valutazione di impatto ambientale, pulizia dei fiumi delle fiumare in Calabria, ripascimento delle spiagge, barriere, frangiflutti, cose che, se uno dovesse seguire la normativa attualmente esistente, tra sei mesi siamo a parlare. Sono rimasto colpito dalla devastazione, un conto è seguirlo dall’ufficio e dal ministero con i tecnici, cosa che sto facendo da giorni, un conto – ha sottolineato il ministro Salvini – è sorvolare e poi però andare sul posto, a Bova Marina, a Melito, a Furci, a Letojanni. Un conto è sentire le testimonianze dei sindaci che ti chiamano al telefono, un conto sono i quattrini che servono. Più che dai soldi, anche forte di vecchie esperienze, sono preoccupato dei tempi della burocrazia. Qua la stagione bella è alle porte». Dopo la tappa a Furci Siculo, Salvini ha raggiunto S. Teresa di Riva. Una visita non inizialmente prevista, ma fortemente richiesta dal sindaco Danilo Lo Giudice. Una visita, che ha assunto il valore di un segnale politico e istituzionale verso uno dei comuni più duramente colpiti dal ciclone Harry. Insieme al vicepremier anche il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco metropolitano Federico Basile e il prefetto Cosima Di Stani.

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