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Rompicapo partecipate, tra ambizioni, malumori e gelosie

Altri tempi quando, nel 2018, appena eletto sindaco di Messina Cateno De Luca tuonava contro le partecipate definendole Bancomat della politica. Otto anni dopo e dopo la creazione, sempre da parte di De Luca di nuove partecipate, per Basile i pensieri vengono proprio da lì. E chissà se De Luca non si sia pentito, con il senno di poi, di non averne partorite altre pur di dar spazio a tutte le richieste di decine di aspiranti presidenti e consiglieri di cda rimasti in attesa dopo le urne. Le nomine sono diventate un difficile rompicapo per Basile e De Luca, arduo mantenere equilibri, evitare mal di pancia, gelosie, annunci di divorzi. Nonostante il numero delle poltrone sia notevole le quasi mille candidature la dicono lunga su quanti delusi resteranno alla porta. A una situazione incandescente c’è da aggiungere che dalla lista dei papabili, sono usciti i più papabili di tutti, ma che per motivi d’incompatibilità dovranno attendere prima di nuova collocazione. Per l’ex vicesindaco Mondello l’attesa dovrà durare almeno fino a febbraio 2027 e per gli ex consiglieri comunali non riconfermati alle urne Mortelliti e Rinaldo fino a giugno. Insomma al momento sono fuori dai giochi. Nel toto nomi per le caselle di presidente restano gli avvocati Vincenzo Ciraolo e Massimo Rizzo, ma anche Francesco Romano e Maria Fernanda Gervasi e Francesco Giorgio, Salvatore Saglimbeni. Ma non sono escluse sorprese, anche nella composizione dei cda. A margine ci sono altri due elementi: le nomine, stando alle dichiarazioni di Basile saranno di un anno, quindi a tempo, in vista delle elezioni del 2027 e delle alleanze di sud chiama Nord, ed infine il Tar. Quanto decideranno i giudici amministrativi ad ottobre e poi in un eventuale secondo grado potrebbe avere ripercussioni, in caso di commissariamento anche sulle partecipate. Insomma il rompicapo per il sindaco non è di facile soluzione anche perché, c’è da giurarci, che una volta ufficializzati i 18 nomi, si scateneranno rimbrotti, malumori, ripicche e qualche addio.

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