Rivolta carcere di Gazzi, feriti sei agenti
“Non è più accettabile — conclude Spanò — che gli agenti di Polizia Penitenziaria vengano lasciati soli ad affrontare situazioni di estrema pericolosità. Servono risposte concrete, tempestive e non più rinviabili. La sicurezza del personale deve tornare a essere una priorità assoluta”. Sei agenti feriti e una rivolta sedata sul nascere al carcere di Gazzi, a soli tre giorni dall’ultima aggressione ai danni dei poliziotti della Penitenziaria. A denunciare quanto è accaduto alla casa circondariale è ancora una volta il Sinappe, il sindacato che torna a riaccendere i riflettori su quanto accade al carcere peloritano. Tra i sei agenti che hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche c’è anche un comandante di reparto. Vittima di quello che il vice segretario del sindacato Giovanni Spanò giudica “un episodio di inaudita gravità, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche”. Lo scorso lunedì quattro detenuti, sottoposti al regime di sorveglianza particolare di cui all’articolo 14-bis, hanno dato vita ad una vera e propria azione di rivolta all’interno dell’istituto messinese. Approfittando del rientro dal passeggio e della fruizione di una telefonata i detenuti avrebbero assediato l’ispettore di turno all’ufficio della sorveglianza generale del carcere e lo hanno aggredito. Per sedare la rivolta sono stati utilizzati anche degli estintori. Il comandante di reparto della polizia Penitenziaria, arrivato sul posto per fronteggiare l’emergenza, è stato preso a calci dai detenuti coinvolti. “Quanto accaduto presso la casa circondariale di Messina — dichiara Spanò — rappresenta l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale di polizia penitenziaria, costretto quotidianamente a operare in condizioni sempre più difficili, rischiose e non più tollerabili. La circostanza che a essere fisicamente aggredito sia stato anche il comandante di reparto rende l’episodio ulteriormente più grave e impone una riflessione immediata sulla tenuta complessiva della sicurezza all’interno dell’istituto”.
