Ritorno a scuola tra rincari e tagli
La campanella sta per tornare a suonare. Già la prossima settimana molti istituti hanno programmato il rientro scaglionato dei nuovi iscritti per dar tempo loro di ambientarsi. Oggi a tornare tra le aule scolastiche sono stati i docenti, tra vecchi e nuovi assunti che hanno firmato i contratti. Così come il personale Ata di nuova nomina e di ruolo. Entro il 15 settembre in tutta la Sicilia riprenderanno le lezioni come stabilito a livello regionale e dai collegi dei docenti che si sono tenuti in questi giorni. A livello nazionale saranno 7 milioni di studenti a tornare tra i banchi. A preoccupare le famiglie sono le alte temperature che non accennano a dimunire oltre alle spese da sostenere per l’acquisto di libri e materiale didattico. Temperature che, senza gli adeguati sistemi di ventilazione, vedranno le aule raggiungere tra i 32 e i 35 gradi, come attestato da studi nazionali. C’è poi un altro aspetto da valutare. Secondo i dati emersi dalla Flc-Cgil, c’è da fare i conti con la perdita di 1.881 alunni in meno nell’arco di un solo anno dovuta ad un calo demografico evidente. Per la segretaria generale della Federazione lavoratori della conoscenza, Patrizia Donato a preoccupare sono numeri che riguardano il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Secondo i dati mostrati dalla Flc, la Sicilia perde 207 posti, pari quindi all‘8,5 per cento in meno in 12 mesi. Il prezzo più alto lo paga Messina, in cui l’organico passa da 460 a 405 unità, si tratta di 55 posti in meno, ovvero il 12 per cento“.
