Risanamento, il decreto Milleproroghe conferma subcommissario
La notizia era attesa già da qualche giorno, da quanto il presidente della Regione, nonché commissario, aveva fatto trapelare indiscrezioni su un incontro con la premier Giorgia Meloni che aveva assicurato il rinnovo dei poteri speciali per il Risanamento. Nella serata di ieri l’ufficialità. I poteri del commissario per il risanamento delle baraccopoli di Messina saranno estesi al 31 dicembre 2028. Tre anni in più per portare avanti un’operazione faraonica. A stabilirlo una norma contenuta nella bozza del Milleproroghe che verrà approvato entro la fine del 2025. Una notizia che ha suscitato una valanga di reazioni positive da parte della politica e non solo. Quella del risanamento è infatti una storia infinita che parte dal 1990 dalla famosa legge 10. Una piaga incancrenitasi sotto gli occhi di un medico pietoso, la politica, che delle baraccopoli ha fatto fa principale bacino di voti. Fino a quando con il sindaco De Luca e il lavoro portato avanti in Parlamento dall’onorevole forzista Matilde Siracusano arrivano la legge speciale e la struttura commissariale. Oggi il rinnovo dei poteri speciali. E la certezza di poter procedere con gli interventi, tutt’altro che ultimati. L’Ordinanza del Commissario straordinario n.2/2024 dell’aprile dello scorso anno individua infatti 80 ambiti di risanamento sul territorio della Città di Messina, per una superficie complessiva di 681.710 metri quadrati. Tra di essi sono 13 le aree demolite, 11 quelle in demolizione, 10 quelle in cui i cantieri partiranno a breve. 6 gli ambiti per i quali è stato richiesto ad ARisMè. il censimento dei nuclei familiari. 40 quelli in cui non sono stati ancora intrapresi adempimenti. Tra di esse le vaste aree di Maregrosso, 18 mila metri quadri, Fondo Vadalà 36.000, San Filippo Superiore e inferiore 24.000, San Ranieri, 35.000, Tirone 15.000, Badiazza Sant’Andrea 30.000, Ritiro San Michele 75.000, e Tremestieri 17.000. Praticamente l’anno zero.
