Primo piano

Riforma della portualità italiana, il Governo punta su “Porti d’Italia Spa”

La riforma della portualità italiana entra nella fase decisiva e accende lo scontro tra Governo e territori. Alla Camera prende infatti forma il disegno di legge fortemente voluto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dal viceministro Edoardo Rixi, che punta a ridisegnare la governance dei porti italiani e a rilanciare gli investimenti nelle infrastrutture strategiche marittime. Il provvedimento, però, solleva interrogativi e preoccupazioni. Al centro del dibattito c’è la nascita della nuova “Porti d’Italia Spa”, destinata a svolgere un ruolo di coordinamento nazionale. Una scelta che, secondo i critici, rischia di ridimensionare le Autorità di sistema portuale, sottraendo loro competenze, autonomia decisionale e risorse economiche. Tra i territori più esposti c’è l’area dello Stretto di Messina, dove l’Autorità portuale guidata da Francesco Rizzo gestisce gli scali di Messina, Milazzo, Villa San Giovanni e Reggio Calabria. Il timore è che le decisioni strategiche possano essere sempre più centralizzate, allontanando il baricentro dai territori. Oggi la Commissione Trasporti della Camera prosegue il ciclo di audizioni ascoltando le principali organizzazioni sindacali del settore marittimo e portuale. Sul tavolo non solo la riorganizzazione del sistema, ma anche le ricadute occupazionali e la capacità dei porti di competere sui mercati internazionali. A difendere la riforma è il deputato della Lega Domenico Furgiuele, che parla di un progetto destinato a rendere il comparto più efficiente, coordinato e strategico.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio