Riforma Bernini piu’ mobilita’ per professori e ricercatori
Il disegno di legge rivede le modalità di accesso, valutazione e reclutamento dei professori e dei ricercatori con un capitolo chiave dedicato alla la mobilità accademica. L’idea è quella di rendere più fluido il trasferimento di docenti e ricercatori tra atenei, consentendo trasferimenti basati su criteri di merito e almeno cinque anni di servizio nell’ateneo di provenienza. La norma punta a contrastare l’eccessiva permanenza nelle stesse sedi e ad aumentare lo scambio di competenze tra istituzioni, superando l’attuale stagnazione del tasso di trasferimenti accademici che caratterizza il sistema italiano da anni. Il cuore della misura è semplice nella teoria: rendere più agevole spostarsi da un’università all’altra, con incentivi non solo normativi ma anche legati al Fondo di Finanziamento Ordinario e alle risorse disponibili per ciascun ateneo. Per l’Università degli Studi di Messina il tema è già realtà pratica. L’Ateneo infatti mostra segni concreti di apertura alla mobilità, figurando tra le università più aperte alle chiamate esterne, con una quota significativa di procedure di reclutamento che prevedono esplicitamente la possibilità di chiamare professori e ricercatori in arrivo da altre sedi. Una scelta che sottolinea una strategia orientata a rafforzare profili scientifici e didattici e a inserirsi in reti accademiche sempre più ampie.
