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Residenze universitarie, deciderà il consiglio

Il caso Zanklon divide. E l’aula decide di non decidere. Si conclude con un esito singolare la seduta della sesta commissione consiliare che a lungo ha dibattuto sulla realizzazione dei tre studentati. A fine seduta il voto, sulle tre delibere è controverso. E mentre la struttura di Minissale, raccoglie 9 astensioni su 9 commissari presenti in aula, quelle “Centro” e “Archimede”, ottengono 5 no e 4 astenuti su 9 presenti. Un’unità di intenti che lascia comprendere come la realizzazione delle tre strutture da parte della società di Natale Giostra con fondi PNRR per 37 milioni di euro susciti non poche perplessità. A suscitare dubbi in particolare aspetti urbanistici, economici e sociali. Secondo quanto filtra dagli ambienti di Palazzo Zanca, e il voto di ieri ne è testimonianza, l’ipotesi potrebbe essere quella di approvare solo uno dei tre interventi, il progetto “Policlinico”, con 504 posti letto. Un progetto considerato meno impattante rispetto agli altri due: il “Centro” in via Catania, con 255 posti letto distribuiti su 9 piani, e l’“Archimede”, con 1.080 posti su edifici di 12 piani, di cui 10 fuori terra in una zona dove il massimo consentito è 6. Il nodo principale, più che le altezze e i volumi, resta il vincolo di destinazione a studentato per soli dodici anni. Trascorso questo periodo, infatti, gli immobili, costruiti con fondi pubblici, potranno essere trasformati in strutture private, suscitando interrogativi sulla reale funzione sociale del progetto. Ma decidere adesso sarà il consiglio comunale.

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