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Rapporto Caritas, quadro disarmante in città

Bassa occupazione, lavoro povero, alti tassi di inattività in particolare giovanile e femminile, bassi titoli di studio, infrastrutture sociali, educative, culturali e sanitarie carenti. E’ un quadro a tinte fosche quello che emerge dal quattordicesimo rapporto Caritas su povertà e risorse. Un quadro i cui toni scuri si fanno sempre più cupi man mano che ci si allontana dal centro. Le differenze a livello circoscrizionale ci sono e pongono agli antipodi la III circoscrizione, caratterizzata più di altre da criticità economiche e sociali, è quella per esempio con il maggior numero di baraccopoli censite, e la IV circoscrizione, che registra i valori migliori rispetto alle medie comunali. Il tasso di occupazione tra i 20 ed i 64 anni è pari al 52,6%, con la I, la II e la III circoscrizione che registrano un numero di occupati in rapporto alla popolazione inferiore alla media comunale ed un’alta incidenza di lavoratori precari, superiore alla media. E se l’occupazione è scarsa i redditi lo sono di più: oltre il 40% dei contribuenti del Comune di Messina dichiara da 0 a 15 mila euro con un tasso di occupazione bassissimo e un livello di abbandono scolastico molto alto. Un fatto questo che incide notevolmente sul numero degli inattivi presenti in città: 59 mila, a fronte di 54 mila occupati. E se si guarda all’universo femminile il quadro è allarmante. Le donne a Messina non lavorano e quando lavorano vivono di rinunce e acrobazie. C’è poi il problema la questione abitativa: un terzo delle famiglie che risiedono nel Comune (34,3 %) non ha la proprietà dell’abitazione in cui vive ed ha enormi difficoltà a trovarne una in affitto. E allora si rende necessaria una riflessione profonda e un cambiamento di rotta. Solo rimettendo al centro la persona infatti, si possono costruire politiche di inclusione che possano restituire giustizia ed equità ad un territorio fortemente disgregato.

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