Raffineria Milazzo, 46 lavoratori dell’indotto a rischio
Oltre quaranta lavoratori dell’indotto della Raffineria di Milazzo hanno ricevuto lettere di licenziamento in vista della scadenza dell’appalto con Ram fissata al 31 luglio, aprendo una fase di forte incertezza sul futuro occupazionale nello stabilimento siciliano. Secondo quanto riferito, i provvedimenti sarebbero stati notificati nei primi giorni di giugno al personale impiegato nei servizi in appalto, con la motivazione legata alla cessazione delle attività previste dal contratto quadro in scadenza. Una decisione che ha immediatamente suscitato preoccupazione tra i lavoratori, anche perché la stessa azienda risulta ancora coinvolta nella gara per il nuovo affidamento triennale. Il Coordinamento dell’indotto Ram di Cgil, Cisl e Uil invita a mantenere un approccio prudente, richiamando la gestione di analoghi passaggi avvenuti negli anni e sottolineando come, in precedenti occasioni, la continuità occupazionale sia stata garantita attraverso il ricollocamento delle maestranze nelle imprese subentranti. Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre chiarezza sull’iter della gara e sollecitano che ogni decisione venga condivisa nell’ambito del confronto tra le parti, con l’obiettivo di tutelare occupazione e stabilità nel territorio di Milazzo. Resta atteso l’esito del confronto tra azienda e sindacati e la definizione della nuova assegnazione del contratto quadro, passaggio considerato decisivo per il futuro dell’indotto e per la gestione della fase di transizione produttiva.
