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Raddoppio ferroviario e bonifica linea storica

I sindaci della Jonica si presentano compatti e pronti a mettere nero su bianco ciò che da mesi circola fra gli amministratori e nei territori, la linea ferroviaria storica tra Giampilieri e Fiumefreddo deve essere dismessa, smantellata e bonificata. Niente binario unico di scorta, nessun tracciato da mantenere in vita dopo l’apertura della nuova ferrovia ad alta capacità. L’obiettivo è restituire ai Comuni chilometri di costa e di aree urbane oggi occupate da rotaie e linee aeree, trasformandole in nuovi spazi pubblici. I primi cittadini, da Scaletta a Taormina, intendono arrivare uniti al tavolo dell’11 dicembre con il commissario governativo Filippo Palazzo, portando un documento unico e una posizione senza ambiguità. Una mossa resa necessaria dalle tensioni degli ultimi giorni, la delibera della Regione del 20 novembre, che sembrava aprire alla possibilità di mantenere operativo il vecchio tracciato secondo le richieste della cosiddetta “Variante Taormina”, aveva fatto scattare l’allarme tra chi invece vede nella dismissione una chance concreta per ripensare mobilità e servizi. Progetti alternativi, infatti, non mancano. Strade di collegamento oggi impossibili da realizzare, parcheggi di interscambio e percorsi ciclopedonali. Proposte che rischiano di rimanere sulla carta come già avvenuto in passato. Un altro nodo riguarda le risorse. I 30 milioni previsti dal progetto del raddoppio per le opere compensative potrebbero non bastare più. Lo ha ricordato Salvo Puccio, membro dell’osservatorio ministeriale sul raddoppio, indicando in circa 100 milioni l’attuale stima dei costi di smantellamento e bonifica dell’intero tracciato da Giampilieri a Fiumefreddo, cifra destinata a crescere.

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