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Protezione dati personali, sanzionato Cateno De Luca

Sarà il giudice del rinvio a dover stabilire, applicando i principi sanciti dalla Suprema Corte, se la sanzione irrogata dall’Autorità garante della Privacy all’ex sindaco di Messina Cateno De Luca per aver pubblicato sul proprio profilo immagini in chiaro di persone in stato di bisogno fosse o meno legittima. Annullata infatti con rinvio dalla Corte di Cassazione la sentenza del Tribunale che aveva cancellato la sanzione amministrativa da 50 mila euro inflitta dall’Authority che aveva ritenuto la pubblicazione non sorretta da un interesse pubblico tale da giustificare l’identificabilità dei soggetti ritratti. Pronta la replica dell’ex Sindaco. “In relazione alla notizia apparsa stamani sugli organi di stampa, secondo cui la Corte di Cassazione avrebbe accolto il ricorso del Garante della Privacy in riferimento a una vicenda risalente al periodo in cui ricoprivo la carica di sindaco della città di Messina – si legge nella nota diffusa dalla segreteria di De Luca – si rappresenta che, fino alle ore 12 di oggi, i miei legali non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di deposito del provvedimento da parte della Suprema Corte. A seguito della pubblicazione degli articoli, è stato effettuato l’accesso al fascicolo telematico, dal quale è emerso che il provvedimento non risulta ancora disponibile per la consultazione e che, nell’area riservata, non è riportato l’esito della decisione. Tuttavia, da quanto si apprende dalla testata “Il Sole 24 Ore”, “la Suprema Corte avrebbe sancito un principio di diritto” ed ha annullato “la sentenza del Tribunale … con rinvio per un nuovo giudizio che tenga conto delle indicazioni dei giudici di legittimità”.

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