Protesta per abolire il pedaggio a Ponte Gallo
Una protesta che si riaccende dopo oltre mezzo secolo e che torna a farsi sentire con toni decisi in piazza. A scendere nuovamente in campo è il neoconsigliere della settima circoscrizione Mario Biancuzzo, promotore di una manifestazione pacifica in piazza Municipio per chiedere l’abolizione del pedaggio lungo l’Autostrada A19 in prossimità dello svincolo di Ponte Gallo. Una mobilitazione che, vuole essere chiara e netta, nessun blocco stradale, nessuna tensione, ma una pressione civile e pubblica sulle istituzioni competenti affinché venga eliminato un pagamento definito “anomalo e ingiusto” e attivo dal 12 settembre 1972. Al centro della contestazione c’è anche una questione di denominazione e classificazione dello svincolo. Secondo il consigliere, l’intestazione “Villafranca Tirrena” sarebbe impropria, perché gli attestati di pagamento riporterebbero una dicitura ritenuta errata sia in entrata che in uscita dalla bretella. Lo svincolo, sostiene, ricadrebbe interamente nel territorio di Messina e non del comune di Villafranca Tirrena. Una rivendicazione che si innesta su una battaglia lunga e mai sopita. Il fronte del no al pedaggio richiama infatti due iniziative popolari già avviate negli anni, una petizione del 2017 e una raccolta firme del 2023 che, sommate, hanno superato le 20 mila adesioni complessive. Numeri che i promotori considerano la prova di un malcontento radicato e trasversale. Nel mirino resta il tratto di accesso nei pressi di Ponte Gallo, nodo strategico della viabilità locale e punto sensibile per i collegamenti tra la fascia tirrenica e il capoluogo peloritano. Una criticità che, secondo i sostenitori dell’abolizione, penalizzerebbe da decenni la mobilità quotidiana dei residenti.
