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Porto di Tremestieri tra varianti al progetto e ombre legali

Il porto di Tremestieri si conferma un cantiere infinito, stretto tra la necessità di modifiche tecniche e nuove battaglie legali che ne minacciano il completamento. Il tavolo tecnico e la variante. Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Francesco Rizzo, ha convocato un vertice decisivo per sbloccare l’impasse. All’incontro parteciperanno il Comune di Messina committente dell’opera, il commissario governativo Francesco Di Sarcina, la ditta esecutrice Teodoro Bruno e, per la prima volta, i sindacati, finora rimasti esclusi dal confronto. Il tema centrale è la variante al progetto, già anticipata dal sindaco Federico Basile. Sarà la Direzione lavori a presentare la relazione tecnica per giustificare le modifiche. Di conseguenza, il cronoprogramma che fissava la fine dei lavori tra luglio e ottobre 2026 è ufficialmente saltato: una scadenza definita ormai irrealizzabile. A complicare il quadro è l’offensiva dell’impresa “Ricciardello Costruzioni Spa”. Tramite il professor Sebastiano Licciardello, l’azienda ha presentato una formale diffida e un’istanza di accesso agli atti per l’intera documentazione di gara. Secondo la Ricciardello, la realtà dei fatti emersa in oltre dieci anni di vicende burocratiche sarebbe “profondamente diversa” da quella rappresentata, ipotizzando vizi di legittimità che potrebbero invalidare gli atti prodotti finora. Dall’aggiudicazione iniziale del 2010 fino al subentro di “Nuova Coedmar” nel 2017, la storia del porto rimane un groviglio amministrativo. Mentre Messina attende di liberarsi dal traffico pesante, l’opera simbolo della logistica cittadina resta ancora una volta ostaggio di carte bollate e ritardi cronici.

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