Ponte un “patto di ferro” a difesa delle imprese locali
Un accordo territoriale per difendere il lavoro e le imprese con l’obiettivo di dare voce in capitolo alla città e alla sua provincia prima che si aprano i cantieri del Ponte. A proporli al sindaco Federico Basile è stata Rete Civica per le infrastrutture, presiedutiti dall’avvocato Fernando Rizzo. Sarebbe arrivato anche un primo “sì” di massima del primo cittadino, ma si attende il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici sul progetto definitivo prima di blindare l’intesa. L’idea non nasce dal nulla. La bozza ricalca fedelmente quanto già fatto nel 2011 a Genova per la costruzione del Terzo Valico ferroviario. Un precedente che dimostra come un accordo territoriale possa sbloccare un’opera strategica. Al centro della proposta c’è un concetto chiave, ovvero quello della trasparenza e del controllo pubblico sul reclutamento dei lavoratori. Se l’accordo passasse, a gestire l’accesso ai cantieri tramite l’emissione dei badge sarebbero le Scuole edili di Messina e Reggio Calabria. Chi gestisce la formazione sulla sicurezza decide chi ha il “passaporto tecnico” per entrare. In questo modo, i fondi europei per la formazione rimarrebbero sul territorio, togliendo il monopolio del reclutamento al General Contractor, il colosso Webuild. Da parte della società “Stretto di Messina” e dei costruttori non è ancora arrivata una risposta.
