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Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione

Nuova bufera giudiziaria sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con le accuse di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. L’operazione, eseguita dai Carabinieri del Ros, ha portato a perquisizioni e sequestri di dispositivi elettronici tra Roma, Reggio Calabria e Frosinone. Al centro dell’inchiesta c’è il tentativo di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo dell’opera. I tre indagati sono un avvocato di 71 anni, già nel CdA della società Stretto di Messina Spa;, un imprenditore reggino di 65 anni residente nella Capitale e un settantenne, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione da febbraio 2026. Secondo l’accusa, i due privati avrebbero avvicinato il magistrato contabile promettendogli appoggi per future nomine in enti pubblici, come la presidenza dell’Antitrust. In cambio, il giudice avrebbe fornito costanti aggiornamenti riservati sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della Camera di Consiglio. Il magistrato si sarebbe inoltre impegnato a redigere una memoria difensiva a favore della società per contrastare una decisione sfavorevole dell’ottobre 2025. Gli inquirenti stanno ora analizzando il materiale documentale e informatico sequestrato per trovare riscontri probatori alle ipotesi di reato.

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