Ponte sullo Stretto, raccolta firme dimissioni Cda
Le recenti inchieste delle Procure di Roma e Catanzaro su presunti episodi di corruzione legati al progetto del Ponte sullo Stretto riaccendono con forza la protesta dei movimenti contrari all’opera. Nel pomeriggio di ieri, a Piazza Cairoli, il comitato “NoPonte Capo Peloro” ha dato il via a una nuova mobilitazione ufficiale, promuovendo una petizione popolare. La raccolta firme, che proseguirà anche sulle piattaforme online, mira a un obiettivo preciso: chiedere le immediate dimissioni del Consiglio di Amministrazione della società Stretto di Messina Spa e l’attivazione dell’amministrazione giudiziaria. L’iniziativa nasce a seguito dell’apertura delle indagini sul presunto tentativo di condizionare il parere della Corte dei Conti sul progetto definitivo. Un quadro definito di “gravità inaudita” dagli organizzatori, che ha trovato l’adesione compatta di numerose forze politiche e sociali, tra cui il comitato “Titengostretto”, ANPI, AVS, CGIL, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico Messina e Villa San Giovanni, UDU e UISP. La petizione è solo il primo passo di un fitto calendario di azioni del fronte del “No”: è già stato inviato un esposto all’Antitrust e per il prossimo 8 agosto è stato annunciato un grande corteo nazionale a Messina, finalizzato a chiedere lo scioglimento definitivo della società.
