Ponte, Comitato “TiTengoStretto“ rilancia su diffida al Cipess
Non solo Messina, anche da Villa San Giovanni c’è chi avverte il Cipess. Sul Ponte sullo Stretto bisogna vederci chiaro. Il comitato TiTengoStretto rilancia la diffida fatta da Invecedelponte sulle questioni procedurali e tecniche. Il nodo: se il Consiglio superiore dei lavori pubblici in 365 pagine ha raccolto 361 prescrizioni sul progetto dell’opera, il 6 agosto scorso, non si dovrebbe dare il via libera prima che queste siano state davvero superate“. 166 di queste richiedono nuove indagini, studi e verifiche. E qui dovrebbe essere la struttura progettuale a decidere se si possa procedere. Il decreto legge 32/2026 definisce il Consiglio come organo titolato a esprimere un parere vincolante. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile è invece l’organo che delibera dopo che il Mit ha trasmesso le carte. I due comitati di Messina e Villa San giovanni ritengono che prima del via libera del Cipess serva sottoporre il progetto nuovamente al vaglio tecnico del Consiglio. E‘ una questione di interpretazione della norma. “La politica può accelerare le procedure, ma non può sostituirsi agli accertamenti tecnici sulla fattibilità dell‘opera” sostiene TiTengoStretto. Rossella Bulsei, presidente del comitato, ritiene che il progetto può oggi dirsi definitivo solo perché ha ottenuto dei lasciapassare con prescrizioni, a partire dalla Via-Vas e Vinca, prescrizizioni a cui si aggiungono 77 raccomandazioni e indicazioni. Gli altri fronti richiamati dai due comitati sono poi i costi dell’opera, gli effetti sul territorio e sui cittadini, e quindi anche gli espropri. Ma la questione madre di tutte le altre è quella tecnico-procedurale: può dirsi definitivo un progetto per cui gli stessi organi tecnici pongono numerose riserve? Possono quindi davvero partire i lavori del Ponte?
