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Ponte, comitato “Invece del Ponte” presenta esposto all’Antitrust

Cresce la tensione attorno al progetto del Ponte sullo Stretto. Secondo l’associazione “Invece del Ponte”, atti, procedure e modifiche intervenute negli anni sarebbero incompatibili con le normative europee e nazionali in materia di concorrenza, trasparenza e appalti pubblici. Nel corso di una conferenza stampa è stato illustrato l’esposto presentato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Al centro delle contestazioni, la presunta necessità di indire una nuova gara, alla luce delle modifiche sostanziali apportate al contratto originario e al progetto. Secondo l’avvocato Carmelo Briguglio, il diritto europeo e il Codice degli Appalti prevedono l’obbligo di una nuova procedura quando il valore dell’opera cresce in modo significativo o quando vengono modificati elementi essenziali dell’appalto. Nel caso del ponte, entrambe le condizioni sarebbero presenti. Il costo dell’opera, secondo le ricostruzioni citate, sarebbe passato da 3,88 a 10,6 miliardi di euro. Applicando i criteri del contratto originario, l’aumento supererebbe l’80%, oltre la soglia del 50% prevista dalle norme. Nel tempo, il progetto avrebbe subito diverse revisioni tecniche e finanziarie, dai collegamenti stradali e ferroviari ai meccanismi di contribuzione pubblica, con un possibile squilibrio dell’assetto economico dell’appalto. Ulteriori criticità arrivano dal parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che segnala possibili profili di aiuti di Stato nella struttura dei flussi finanziari previsti per la fase di esercizio dell’opera.

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