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Ponte, Ciucci interviene sul definanziamento

Il Ponte sullo Stretto di Messina non perderà un centesimo. A fare chiarezza sull’emendamento presentato nella Manovra Finanziaria 2026 è stato Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, che ha rispedito al mittente le accuse di “definanziamento” del progetto. In un intervento diretto, Ciucci ha spiegato che non c’è alcuna riduzione delle risorse destinate all’opera, ma solo una “rimodulazione” dei fondi per allinearli al nuovo cronoprogramma dei lavori. Il progetto del Ponte, infatti, non è stato né cancellato né diminuito nei suoi stanziamenti complessivi. I 13,5 miliardi di euro restano fermi, ma la tempistica dei pagamenti e delle spese è stata ridisegnata, dopo che la Corte dei Conti non ha ancora registrato la delibera Cipess che approva il progetto definitivo. La modifica prevede lo slittamento di 780 milioni di euro al 2033, mantenendo però invariato il valore complessivo delle risorse autorizzate. Una formalità burocratica che, a detta di Ciucci, non ha nulla a che fare con un ipotetico “definanziamento” e non incide sul valore totale dell’opera. La vera questione, quindi, non è il denaro, ma i tempi. I cantieri, che dovevano aprire entro la fine dell’anno, slittano nuovamente. Un rinvio che non è piaciuto alle opposizioni, che hanno subito parlato di un ulteriore spostamento dei fondi e di una promessa non mantenuta. Ciucci ha cercato di rassicurare tutti: “Non c’è alcuna riduzione delle risorse, è solo una questione di tempi. Non ci fermiamo.” Il governo, per parte sua, conferma che la copertura finanziaria è garantita e che la macchina è in movimento, nonostante gli ostacoli burocratici.

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