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Policlinico, 17enne salvato da malattia rara

Uno straordinario lavoro di squadra e una diagnosi formulata in sole 24 ore hanno salvato un ragazzo di 17 anni da una grave e rara malattia genetica, evitandogli il ricorso alla dialisi. Il giovane si era presentato al Pronto soccorso del Policlinico accusando un malessere generale e un vistoso colorito giallastro della pelle. L’équipe di Nefrologia, guidata dal professor Domenico Santoro, ha immediatamente sospettato una microangiopatia trombotica, secondaria alla sindrome emolitico uremica atipica. Si tratta di una patologia rara e severa, la cui certezza diagnostica è arrivata anche grazie all’anamnesi familiare: il padre del ragazzo, infatti, era stato colpito dalla medesima malattia alla stessa età. Per salvare il diciottenne è stato attivato un percorso sinergico che ha coinvolto ben otto strutture interne dell’ospedale universitario, tra cui Ematologia, Centro trasfusionale, Malattie infettive e Farmacia. Prima di somministrare la terapia risolutiva – che abbassa le difese immunitarie – il paziente è stato vaccinato e coperto da antibiotici. Nel giro di due giorni, i parametri vitali sono rientrati nella norma. «La tempestività è fondamentale: un tempo per casi simili bisognava rivolgersi al Nord», ha commentato il professor Santoro, sottolineando come questo successo rappresenti un virtuoso esempio di efficienza della sanità pubblica meridionale nella gestione delle malattie rare.

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