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Polemiche sui ricorsi elettorali, “le accuse di scurria infondate”

Scontro aperto a Messina sui costi della difesa nei ricorsi elettorali relativi alle consultazioni del maggio 2026. L’opposizione di centrodestra, guidata dal consigliere comunale Marcello Scurria, ha sollevato pesanti accuse contro la Giunta guidata dal sindaco Federico Basile, ipotizzando un illegittimo impiego di risorse pubbliche e un presunto conflitto di interessi nell’uso di fondi comunali per resistere alle impugnative al Tar. Pronta la replica dell’amministrazione comunale e del movimento “Sud chiama Nord”, che rispediscono al mittente ogni addebito. In una nota ufficiale, l’amministrazione evidenzia come la costituzione in giudizio rappresenti un atto dovuto a tutela dell’interesse istituzionale dell’Ente e della regolarità del procedimento elettorale, distinto dalle posizioni personali dei singoli amministratori. La Giunta ha deliberato la difesa per garantire la continuità amministrativa e la legittimità degli atti, applicando correttamente la distinzione tra l’Ente e gli eletti. Per motivi di trasparenza, si precisa inoltre che il primo cittadino non ha preso parte alla decisione. La polemica, tuttavia, è destinata a proseguire nelle sedi giudiziarie e contabili. I consiglieri Scurria e Giuseppe Capurro hanno infatti confermato l’intenzione di investire della vicenda sia il Consiglio comunale tramite Question Time, sia la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti, affinché gli organi preposti valutino eventuali profili di irregolarità amministrativa, penale o contabile.

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