Primo piano

Persecuzione sui social, Coppolino resta ai domiciliari

Il gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Caristia, ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dalla difesa di Aurelio Coppolino, confermando gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito dell’inchiesta della Procura che gli contesta diffamazione aggravata, stalking e atti persecutori attraverso un uso sistematico dei social network. La decisione arriva dopo l’interrogatorio di garanzia, durato quasi cinque ore, durante il quale il 46enne ha ribadito le accuse rivolte, soprattutto, al deputato e avvocato Tommaso Calderone, sostenendo di avere esercitato esclusivamente il diritto di critica previsto dall’articolo 21 della Costituzione e depositando documentazione ritenuta dalla difesa a sostegno delle proprie tesi. Per il giudice, però, il quadro indiziario resta immutato. L’ordinanza evidenzia come gli atti prodotti siano frammentari e privi di riscontri oggettivi, fondate invece su sospetti, congetture e valutazioni personali. Richiamando la giurisprudenza della Cassazione, il gip sottolinea che anche il diritto di critica richiede la verità dei fatti posti a fondamento delle contestazioni. Inoltre, ritiene superati i limiti, richiamando insulti, accuse di corruzione, riferimenti a presunti rapporti mafiosi e allusioni a inesistenti attività di dossieraggio. Determinanti anche le dichiarazioni dello stesso Coppolino, che avrebbe ammesso di avere preparato con cura i video per indebolire politicamente Calderone. Per il giudice persistono infine le esigenze cautelari e il concreto rischio di reiterazione delle condotte contestate. La difesa potrà ora ricorrere al Tribunale del Riesame.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio